"La Banda delle Velme"

"La Banda delle Velme"

Torna
al Journal

VITAL Team
on 29.04.24

“La Banda delle Velme" è una pubblicazione Vital creata da Pietro Leddi, ispirata all'esplorazione dei siti pilota Vital, alla ricchezza dell'ecosistema lagunare e alle storie e leggende popolari veneziane. È stata realizzata per sensibilizzare le persone alla laguna, stimolando la curiosità soprattutto dei più giovani e proponendo un'opera coinvolgente per i lettori di ogni età. Nella sezione finale, la pubblicazione contiene approfondimenti scientifici e storici legati al racconto. Le copie sono state stampate in italiano e in inglese. I dettagli sulle presentazioni al pubblico e sulla distribuzione seguiranno a breve.

Pietro Leddi fotografa il sito d'azione Vital. Foto Eleonora Sovrani, 2023.

Di seguito le risposte di Pietro Leddi intervistato da Eleonora Sovrani:

ES: Qual’era la tua percezione ed esperienza della Laguna di Venezia prima di iniziare questa collaborazione?

PL: All'inizio di questa collaborazione, nonostante l'emozione di realizzare un fumetto con un'impostazione per me nuova, ne ero abbastanza intimorito, in quanto mi sentivo un po' estraneo alla tematica. Venezia, visitata poche volte e così carica di storie, mi faceva sentire piccolo come una formica. Come potevo io inventare un'opera valida che potesse rappresentare al meglio questi luoghi così ricchi di un grande passato. 

Fra tutti gli autori che hanno raccontato storie su Venezia, il pensiero si rivolge subito a "Corto Maltese" di Hugo Pratt, la cui storia prende tante ispirazioni da questi luoghi, un fumetto autoriale di grande spessore che non potevo considerare come riferimento.

ES: Come ti sei approcciato alla scoperta di questo ecosistema?

PL: Il primo approccio è stato grazie a Laguna~B e We are here Venice ETS, co-fondatori dell'iniziativa Vital, che hanno provveduto a portarmi in loco per vedere e toccare questi luoghi e la loro meraviglia. Munito di macchina fotografica e imbarcato con gli altri su una piccola barca, oltrepassati i confini entro i quali si svolgono le attività umane, ci siamo diretti verso questi siti per esplorare l'ecosistema che li caratterizza.

Guidati da un esperto ci siamo inoltrati dentro la barena scovando tracce della flora e della fauna in modo tangibile; le piante e le tracce lasciate dalle creature sul fango fresco delle barene. Un distinto ricordo di questa escursione è stata la scoperta di un nido coperto e nascosto nella vegetazione con delle uova lasciate incustodite. Un tesoro estremamente fragile, che richiedeva di muoversi in modo delicato su quella lingua di terra. Infatti il piede, che affondava nel fango, doveva essere guidato con cura prima di calcare la terra, il rischio di rovinare queste reliquie era alto.

ES: Durante le tue ricerche hai scoperto qualcosa che ti ha particolarmente sorpreso o interessato e che vorresti approfondire al di là della collaborazione con Vital?

PL: Prima di concentrarmi sulla trama del fumetto, ho deciso di approfondire le storie e le leggende della laguna e della città di Venezia. I misteri e i miti, che racchiudono sempre qualcosa di occulto e che non ancora sono stati pienamente svelati, mi hanno di per sé già lasciato una grande voglia di approfondire certi aspetti della mia ricerca. Venezia nel corso dei secoli è stata molto spesso protagonista e, come tale, ha accumulato ricchezze ed ha costruito la sua città su una sorta di fortezza naturale che la rendeva inespugnabile,  solo la modernità con i suoi motori e il suo eccessivo traffico sta distruggendo. Molti sono i misteri e le leggende legate al periodo delle repubbliche marinare, delle crociate e delle guerre napoleoniche, ma ancora più interessanti sono quelli popolari dove streghe, diavoli e altri esseri mitologici sono i protagonisti.

Prime stampe presso la tipografia di Venezia. Foto Eleonora Sovrani, 2024.

ES: Su quali elementi principali ti sei basato per sviluppare la storia de “La Banda delle Velme”?

PL: L'ispirazione principale sulla quale ho costruito il fumetto “La Banda delle Velme” è stata il romanzo di formazione. Volevo avere una struttura tale che potesse andare bene in primis per i ragazzi, e creare un'avventura attraverso la quale i lettori potessero comprendere alcune fondamentali tematiche ambientali e svilupparne la curiosità. Ambivo a creare una storia che fosse molto dettagliata da poter sorprendere anche un lettore più adulto, così da poter estendere anche il fruitore del fumetto. La banda, protagonista del racconto, decide di prendere l'iniziativa e partire alla ricerca del tesoro in maniera felice, quasi fosse una gita, ignara che il mondo intorno non è costituito solo di elementi positivi, ma anche di antagonisti che possono metterla in difficoltà.

La struttura del fumetto deve molto a "Le avventure di Tom Sawyer" di Mark Twain e il film "Stand by Me" preso dal racconto di "The Body" di Stephen King, che con le loro ambientazioni palustri e l'elemento della spensieratezza si adattano bene a quello che era l'obiettivo iniziale, ovvero quello di realizzare un'opera fruibile principalmente da un giovane pubblico.

ES: Quale messaggio vorresti che fosse raccolto dai lettori de “La Banda delle Velme”?

PL: I messaggi presenti nella storia sono diversi, il primo è la potenza romantica della natura e della magia da cui possono scaturire indimenticabili avventure. Nel fumetto questa potenza è un elemento costante, che riempie le vignette con colori e forme, creando labirinti da dove sbucano i nostri personaggi come in un gioco a nascondino. Un altro elemento è il racconto popolare, radicato nel territorio, capace di accomunare più generazioni e tramandare il sapere. La storia vuole essere positiva e spensierata, ma allo stesso tempo spiazzare il lettore. I riferimenti ad alcuni eventi trattati nel fumetto sono storici e riprendono la genesi di alcune isole della Laguna. Questi riferimenti inseriti nella storia sono approfonditi nel glossario in fondo alla pubblicazione. La bibliografia invece invita al lettore ad approfondire le tematiche affrontate attraverso i libri che per me sono stati fari per comprendere al meglio la cultura e la simbiosi che un tempo esisteva tra la Laguna e l’abitare umano.

ES: Quali sono le tue speranze e preoccupazioni riguardo al futuro delle nuove generazioni?

PL: La speranza è che la mia generazione e quelle che si stanno affacciando al mondo, siano abbastanza competenti per superare tutte le preoccupazioni che gettano un'ombra sul nostro futuro. Partire da qualche punto per individuare questo caos di potenziali problemi è già di per sé faticoso data la complessità della modernità; la società si sta trasformando a vista d'occhio con una progressione, che supera di gran lunga le precedenti trasformazioni date dalle rivoluzioni tecnologiche, che hanno rivoluzionato il nostro passato. Dove ci stiamo dirigendo inconsapevolmente? Questo non ci è dato sapere. Stiamo creando un'intelligenza artificiale, uno strumento incredibile e rivoluzionario, eppure ci troviamo sempre più incapaci di organizzare al meglio la nostra intelligenza organica. Gli elementi peggiori del capitalismo vanno a mischiarsi con quelli dei totalitarismi, creando una società oppressiva di produzione e progresso direzionato solo al consumo delle risorse circostanti. Queste dinamiche distruggono il nostro habitat terrestre e con esso la nostra presenza stessa è minacciata. La varietà che un tempo contraddistingueva i nostri paesaggi sta scomparendo a vista d'occhio in una maniera preoccupante. Credo che queste siano le principali sfide future - è necessario opporsi a queste dinamiche per ricreare un equilibrio con il nostro pianeta.

Dettaglio della pubblicazione. Foto Eleonora Sovrani, 2024.

Pietro Leddi, in arte Rullampo, è un animatore e illustratore 2d. Lavora nei campi della musica, del fumetto, della comunicazione pubblicitaria e dell'installazione audiovisiva. È nato a Viareggio e vive a Milano. Si è laureato in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano e in Graphic Design all'Accademia di Belle Arti di Brera. Membro dell'associazione Archivio Piero Leddi e del collettivo Guazzabuglio, collabora con Grafici senza Frontiere, Asteroide, Terminus, Mammafotogramma, Fondazione Carnevale di Viareggio, S.C.Artroom e Butik.